SEGUICI SU :
LANGUAGES: IT EN
Food Packaging Design

Uno dei primi prodotti alimentari di servizio è nato nel 1897: stiamo parlando della Campbell Tomato Soup, prodotto diventato poi un’icona soprattutto grazie all’arte di Andy Warhol negli anni ’60 (vedi immagine qua sopra) .

Se possiamo quindi definire la data della nascita del convenience food, come è stato denominato il prodotto alimentare con elevati contenuti di servizio, è facile notare anche come il suo sviluppo e la sua evoluzione non siano mai rallentati : solo settimana scorsa ero al supermercato, in una primaria catena italiana, e mi è capitato di vedere le uova sode già sbucciate. Evitando di commentare in merito alla loro utilità (se le producono, dico io, qualcuno le comprerà anche) ci sembra interessante fare qualche riflessione su questo tipo di merceologia.

Da un lato la crescita del segmento dei millenials che non vogliono passare tanto tempo in cucina a preparare da mangiare, dall’altra il continuo incremento della domanda di cibo naturale e sano, stanno cambiando i connotati del mercato del food con alto livello di servizio. Si nota sempre di più un mix tra comodità di consumo e salubrità degli ingredienti. Sempre più persone vogliono trovare nei cibi sia un elevato livello di servizio sia una risposta alle loro richieste di wellness e di sicurezza alimentare.

Da questo punto di vista è interessante per esempio notare il percorso che sta facendo la Fratelli Beretta, passata dalle tradizionali vaschette di salumi preaffettate,  tra i capostipiti del mercato convenience food, a piatti pronti vegetariani, che raccolgono le sollecitazioni salutiste a cui si ho accennato prima . Ci piace sottolineare la scelta strategica di allargare la gamma con un intelligente mix di marca aziendale usata come garante, e brand delle singole linee (“W la mamma” su tutte) utilizzate appunto per differenziare le proposte merceologiche, andando ad attirare un ben determinato segmento di mercato.

wlamamma

Rimanendo sempre nel segmento convenience, negli ultimi anni bisogna segnalare un grande sviluppo del mercato della frutta secca ed essicata, confermando ancora una volta la richiesta degli acquirenti di avere cibi naturali e comodi da mangiare.

Questo è un fenomeno che vale per tutto il mondo, e per l’Italia in particolare.

“Grazie alla diversificazione della funzione d’uso, frutta secca ed essiccata stanno registrando aumenti nei consumi senza precedenti in Italia. Guardando alla congiuntura dell’anno terminante a settembre 2015 sul canale distribuzione moderna (Fonte: IrI), è la frutta secca senza guscio a segnare le performance migliori di crescita a doppia cifra… I frutti rossi disidrati sono tra i prodotti a più alto tasso di crescita, raggiungendo, nel periodo preso in esame, i 18 milioni di euro (escludendo i discount).” Fonte : http://www.italiafruit.net/DettaglioNews/33208/la-categoria-del-mese/frutta-secca-ed-essiccata-la-crescita-di-una-categoria-che-ha-cambiato-marcia.

Tra la marche più attive nella nostra penisola, segnaliamo Noberasco, con un catalogo prodotti estremamente profondo e il continuo inserimento di nuove merceologie con alto contenuto di innovazione. Anche i progetti di identità visiva di Noberasco nascono in RBA Design.

noberasco

Salva

Salva

Angelo FaravelliAUTORE
Angelo Faravelli
angelo.faravelli@rbagroup.it
Food Retail

Per noi ghiottoni impenitenti che percorriamo avanti e indietro la Milano-Bologna, da tanti anni c’è un’uscita obbligatoria, o quantomeno consigliata. E’ quella di Fidenza. Non stiamo parlando del Fidenza Shopping Village dato che quell’uscita la imboccavamo anche prima che ci fosse l’outlet. Ci riferiamo ad un negozietto piccolo, con una porta pesante da aprire, vicino ad un’officina. Lo trovate ancora adesso appena dopo l’uscita della A1, proprio vicino alla rotonda affacciata sull’autostrada. Il negozietto è della famiglia Carpanese, negozianti alimentari dal 1966 e si chiama Parma Menù.

Abbiamo fatto questa lunga introduzione per sottolineare come il fatto che oggi siano nostri clienti ci fa particolarmente piacere…

Parma Menù è diventato molto di più di una salumeria e di un “negozietto” alimentare. Parliamo di un concetto di bottega ed osteria dove l’avventore può tranquillamente mangiare o fare la spesa, o entrambe se proprio è un vero buongustaio

parmamenu_2

Il concept per ora è stato sviluppato nello store di Salsomaggiore, ma sarà presto allargato a tutti e 5 i punti vendita della famiglia Carpanese (anche nel negozietto vicino all’autostrada) e verrà implementato a livello internazionale.

RBA si è occupata del re-branding dell’identità partendo dal marchio fino ad arrivare al retail design, studiando nei minimi particolari quella che oggi si chiama la shopping experience all’interno del locale.

Il progetto vuole costruire un ponte tra passato e futuro, attraverso un racconto della storia della famiglia Carpanese che fa bella mostra di se anche con i testi che descrivono le ricette della nonna, riportati direttamente sui muri di Parmamenù a Salsomaggiore.

L’idea è quello di selezionare cibi di qualità del territorio parmense e di offrirli al consumatore, creando un ambiente di condivisione stretta tra fornitori, azienda ed i suoi clienti. Parma Menù non si limita comunque a selezionare e commercializzare, ma produce anche direttamente alcuni cibi tipici, come la pasta fresca, anche ripiena ed il gnocco fritto.

parmamenu_1

Tra breve sarà on-line il progetto web dove la famiglia Carpanese si racconterà ancora meglio.

State connessi!

Angelo FaravelliAUTORE
Angelo Faravelli
angelo.faravelli@rbagroup.it
Branding Food Packaging Design Wine&Spirits

“Il consumatore è cambiato”. Questa è quasi certamente la frase più ascoltata in tutti i convegni che si occupano di marketing. Le aziende devono affrontare il nuovo consumatore che si muove in maniera diversa: è più attento, informato e consapevole.

ATTENTO

Queste tendenze si percepiscono in tutti i settori, ma è forse il mercato del food dove si notano le maggiori ripercussioni.                     In particolare è interessante osservare come il fattore benessere sia ormai importante quanto il gusto nello scegliere un prodotto alimentare piuttosto che un altro.

Mangiare bene ha assunto un significato complesso che ha a che fare con lo stare bene, con il sentirsi bene.

Il consumatore attento sa scegliere meglio, e se l’azienda gli offre le informazioni eticamente corrette per farlo, la marca acquisisce un vantaggio competitivo guadagnando in reputazione e credibilità

Il mercato Biologico è il settore dove questo mix di benessere e gusto è più ricercato.

All’ultima edizione del Sana, il salone internazionale del biologico e del naturale che si è tenuto a Bologna nel settembre del 2015, l’Ismea ha presentato un’approfodnita ricerca dal titolo “Consumi e dimensioni del Biologico in Italia” . Lo studio evidenzia la forte crescita del comparto, soprattutto in relazione al trend generale dell’agroalimentare (vedi il grafico all’inizio del post)

E’ interessante osservare come ai due fattori, gusto e benessere, se ne aggiunga un altro : la sostenibilità, il rispetto.

Il messaggio ormai assimilato da una vasta platea di consumatori, è che una produzione biologica sia mediamente più sostenibile per l’ambiente e più rispettosa della nostra madre terra, e che quindi aggiunga un valore ulteriore all’offerta.

Dal punto di vista del design  e della comunicazione hanno particolare rilievo i comportamenti delle marche che, nate nell’agroalimentare convenzionale, hanno diversificato la loro offerta con linee e prodotti biologici, mantenendo anche quelli classici.

Ciò sta a significare una forte attenzione ai propri clienti, che si esprime nella possibilità data loro di mantenere la fedeltà di marca, di scegliere lo stesso tipo di prodotto, orientandosi verso un consumo biologico.

Un esempio di questa scelta è la linea Fresca Salumeria dei Fratelli Beretta.  RBA Design si è occupata dell’ identità visiva di questa linea “core” per l’azienda, puntando sulla comunicazione di freschezza del prodotto, oltre che sul richiamo al ”made in Italy”.

fresca salumeria-2016

E’ nata così un’identità fortemente riconoscibile, caratterizzata da un fondo verde, molto materico, che grazie all’idea visiva dello strappo, assume una tridimensionalità facendo diventare il prodotto assoluto protagonista, in primo piano.

Interessante notare come in questa linea tradizionale, siano presenti messaggi presenti legati al mondo benessere (es. claim nutrizionali sul “free from”: senza, glutine, senza lattosio, etc).

Sensibile a un trend in fortissima ascesa, Fratelli Beretta ha da poco lanciato la linea Bio, con l’obiettivo di rafforzare la positività della propria immagine di marca attenta alle attese dei consumatori, andando però a conquistarne di nuovi nell’ampio bacino del consumo biologico.

Beretta_BIO

Il progetto di design risponde alla strategia di creare un’identità generale per la gamma affettati in vaschetta, quindi in coerenza con la linea “Fresca Salumeria” e al contempo esprimerne una distintiva e autentica per la linea Bio.

L’impaginazione del pack con i suoi elementi più importanti rimangono quindi quasi invariati, con il ruolo centrale del marchio che qui si associa al brand di linea, che vive di una pennellata verde, arricchita da elementi vegetali.

Il colore predominante pur mantenendo una sua caratteristica materica, vuole richiamare la ruvidità della carta naturale, sottolineata ancora dallo “strappo”.

Ci spostiamo in un universo più tipicamente “Biologico”, sostenibile.

Anche la font scelta per i descrittori di prodotto appartiene con decisione a questo ambito.

RBA Design oltre che per Fratelli Beretta, ha sviluppato numerosi progetti nel mondo biologico e dei prodotti naturali.

Un caso interessante tra i tanti è quello della Fattoria la Maliosa, azienda biodinamica maremmana, che produce vino, olio e miele. Un progetto basato sulla scelta della qualità, della bellezza e della salubrità ambientale nel rispetto del territorio e della sua originalità.

RBA Design ne ha curato l’immagine, sia corporate che di prodotto.

Maliosa_BROCHURE_SITO_Groupage_sito

Maliosa_VINO_labels_sito

Salva

Salva

Salva

Angelo FaravelliAUTORE
Angelo Faravelli
angelo.faravelli@rbagroup.it
Food Packaging Design

Siamo fortunati ad avere clienti come Noberasco che fanno dell’innovazione di prodotto uno dei loro pillars strategici.                      E’ interessante leggere la loro mission aziendale, dal sito www.noberasco.it :
“permettere il consumo della frutta lontano dal momento del raccolto, senza comprometterne i contenuti nutrizionali, puntando sull’innovazione e costruendo la migliore relazione con i nostri clienti e consumatori finali” .                                                                                                               Il tema frutta è quindi declinato in ogni forma possibile, sia come tipologia di referenze che come momenti di consumo.

noberascoLogo

Uno degli ultimi progetti che ci ha coinvolto a livello creativo è stato quello dello studio dell’identità visiva e del design relativo alla linea “Idee dessert da condividere”.

Partendo da trend diversificati, è nata una linea che mette al centro la frutta secca, componendo  3 diverse proposte con elementi unici e sorprendenti : una sorta di inno al food design, proposto però in una modalità  facile da offrire.

 Il risultato lo vedete nella foto : 3 packaging che contengono un insieme di squisitezze presentate con creatività fresca ed attraente .

 

Abbiamo il “Sushi fruit”, con tanto di bacchette per rendere anche giocoso il momento del dessert, il “Fruttignonne”, che fa il verso alla bourghignonne e gioca sull’immersione della frutta nel cioccolato, e infine i “Momenti di frutta” dove la padrona di casa è chiamata a comporre dei golosi bicchierini di cialda, con la frutta e le salse, presentando il piatto su un divertente vassoio : il tutto, ovviamente, è presente nella confezione.

Con questa linea di packaging Noberasco ha voluto intercettare i momenti di convivialità, quando alla fine del pasto si ha il piacere di presentare qualcosa di diverso, qualcosa di “pensato”, qualcosa di divertente.

 

Ed è proprio così che risulta anche l’identità visiva generale della linea di confezioni studiata negli uffici RBA Design : personale, fresca e divertente.

 

Il design e la comunicazione invitano all’acquisto d’impulso puntando decisamente sull’appetizing e su un grafica moderna ed esplicativa.

Il marchio Noberasco in alto al centro, presenta la linea, dando al consumatore una forte garanzia di qualità.

RBA design si è occupata anche del materiale di comunicazione per presentare al trade l’innovativa proposta e dell’espositore punto vendita.

Salva

Angelo FaravelliAUTORE
Angelo Faravelli
angelo.faravelli@rbagroup.it
Food Wine&Spirits

Abbiamo trovato un interessante riassunto della ricerca a cura di UIV (Unione Italiana Vini) che ha “incrociato i dati di Ismea, Wine Monitor e Sda Bocconi. Il tema è quello dei consumi di vino in Italia. Notiamo come l’incremento delle esportazioni non sia riuscito a bilanciare la diminuzione dei consumi interni. L’alcool test è “l’ostacolo” maggiore allo sviluppo del consumo fuori casa. L’80% degli intervistati dichiara di preferire il vino rosso .

http://www.repubblica.it/economia/rapporti/osserva-italia/il-vino/2016/01/05/news/vino_italiani_bevono_di_meno-130660157/?utm_content=25718375&utm_medium=social&utm_source=linkedin

Angelo FaravelliAUTORE
Angelo Faravelli
angelo.faravelli@rbagroup.it
Food Il Questionario Di Proust Wine&Spirits

Eccoci giunti alla quarta puntata de “Il Questionario Di Proust Per Il Mondo Del Vino”. Torniamo molto volentieri a Montalcino. Buona lettura.

IL QUESTIONARIO DI PROUST PER IL MONDO DEL VINO COMPILATO DA:

Michele Drusian  Marketing & Sales Director Luce Della Vite- 

http://www.lucedellavite.com

Q) Qual è la vostra definizione preferita di “vino”?

A) Amore, Cultura e passione nell’interpretare un territorio e soddisfazione nel poter offrire piacere. Si può apprezzare spontaneamente ma il piacere più grande è comprenderlo.

Q) Qual è l’elemento più importante in un’etichetta?

A) L’etichetta è il vestito del vino e come tale è la sua immagine. La sua peculiarità più importante è portare all’esterno l’essenza del contenuto.

Q) Qual è l’aspetto che preferite rispetto al lavoro nel settore del vino?

A) La soddisfazione di vederlo nascere e la soddisfazione di raccogliere i consensi di chi lo consuma. Vedere le persone sorridere sorseggiando il risultato del lavoro che si è fatto è un privilegio.

Q) Qual è la qualità che preferite rispetto ai vini da voi prodotti?

A) L’unicità.

Q) Scegliete uno dei vini della vostra gamma e diteci quale sia l’abbinamento gastronomico preferito.

A) Carrè di Agnello al timo e Lucente 2010

Q) Pensate ad un vino della vostra gamma e paragonatelo ad un musicista (cantante, gruppo, compositore).

A) Luce 2012 e The Cinematic Orchestra – To Build a Home

Q) Qual è il vostro vino preferito (esclusi quelli della vostra azienda)?

A) Mi auguro di non averlo ancora scoperto. Amo i riesling della Mosella e della valle del Reno, specialmente dopo qualche anno di bottiglia. Uno tra tutti Schloss Johannisberger “Silberlack”.

Q) Qual è il vostro stato d’animo attuale in relazione al mercato del vino?

A) E’ un bel momento, cresce l’ottimismo e l’interesse verso prodotti “autentici” e l’Italia è in prima fila. Ci sono molte opportunità, ma bisogna solo essere selettivi e pensare a lungo termine.

Q) Qual è l’area vitivinicola dove vi piacerebbe lavorare, ad esclusione di quella attuale?

A) Lo Champagne, sono dei maestri nel valorizzare i loro ottimi prodotti, ognuno con uno stile diverso e distintivo.

Q) Qual è il momento che preferite nel lungo processo di produzione del vino (dalla messa a terra delle barbatelle fino all’uscita della bottiglia dal magazzino)?

A) Mi piace molto il momento in cui si presenta il risultato finale pensando a tutto quello che c’è stato prima. Mi piace versare la nuova vendemmia e prima di dare qualsiasi informazione osservare le reazioni spontanee delle persone.

Q) Qual è il vostro cibo/piatto preferito?

A) Sono molto goloso, ma il prosciutto crudo (San Daniele, Parma, Iberico …) mi dà sempre una gran soddisfazione.

Q) Se non lavoraste nel settore del Wine&Spirits, in quale altro vi piacerebbe lavorare?

A) Per non allontanarmi troppo mi piacerebbe avere un ristorante. Mi permetterebbe di condensare varie esperienze e passioni.

Q) Qual è il vostro “motto” preferito?

A) Il mio nonno veneto mi ripeteva sempre “Chi che nasse more”, allora non capivo …

Angelo FaravelliAUTORE
Angelo Faravelli
angelo.faravelli@rbagroup.it
Food Wine&Spirits

Forse in nessun mercato come quello del vino il consumatore ha la possibilità di entrare in contatto con i prodotti, con le marche, così facilmente e così da vicino.

Il merito di questo dato di fatto è certamente dell’enorme mole di informazioni sul vino presenti on-line, ma anche, e forse soprattutto, di tutte le fiere enologiche o enogastronomiche che che si susseguono nel corso dell’anno, sia nelle grandi città che nei piccoli borghi. In quegli eventi sono quasi sempre presenti i produttori medesimi ed è un piacere reciproco conoscere ed informare i consumatori, clienti e potenziali.

Ecco quindi che la marca entra in contatto fisico con il suo proprio pubblico, lasciando un ricordo forte e significativo.

Un esempio di questi eventi , segnalatoci dal nostro cliente Fattoria La Maliosa che sarà presente, è Golosaria, la rassegna di sapore e gusto, (come la definiscono gli organizzatori de Il Club Del Papillon), che si terrà a Milano da sabato 17 a lunedì 19 ottobre.

Angelo FaravelliAUTORE
Angelo Faravelli
angelo.faravelli@rbagroup.it
Food Wine&Spirits

Copiamo e incolliamo da repubblica.it che cita una ricerca di Coldiretti.

“Sono crollati gli acquisti di vino delle famiglie e i consumi nazionali   sono scesi attorno ai 20 milioni di ettolitri, dietro Stati Uniti e Francia, con un taglio del 19 per cento dall’inizio della crisi nel 2008. Il vino che è in realtà caratterizzato da un più responsabile consumo abbinato ai pasti che non ha nulla a che fare con i binge drinking, ovvero l’assunzione di più bevande alcoliche in un intervallo di tempo più o meno breve, ed è oggi invece sempre più  l’espressione di uno stile di vita “lento”, attento all’equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi da contrapporre proprio all’assunzione sregolata di alcool”.

In assoluto il dato non è positivo, ma come comunicatori, come professionisti, non possiamo che essere contenti del significato che viene ad assumere il consumo di vino oggi. E’ un ulteriore conferma del fatto che gli acquirenti siano diventati molto più consapevoli in tante delle loro scelte e che quindi noi comunicatori si debba giocare un ruolo sempre più importante, per creare un legame  solido tra marca e consumatore, attraverso la veicolazione di valori quali l’autenticità, la qualità e la trasparenza. Una prova di coraggio per noi e soprattutto per i nostri clienti.