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Il Questionario Di Proust Wine&Spirits

Come anticipato, qua sotto trovate il primo QUESTIONARIO DI PROUST PER IL MONDO DEL VINO  compilato da un importante protagonista di questo mercato. Ogni settimana una paersona diversa risponderà alle medesime domande. Non vi resta che leggerlo.
QUESTIONARIO DI PROUST PER IL MONDO DEL VINO  compilato da  Lorenzo Corino  (Enologo Fattoria La Maliosa http://fattorialamaliosa.it )
·       Q) Qual è la vostra definizione preferita di “vino”?
A) Il vino è il prodotto della fermentazione del frutto della Vitis vinifera sativa con l’assistenza professionale dell’uomo.
·       Q) Qual è l’elemento più importante in un’etichetta?
A) La forza di un’etichetta… raccontare la verità!
·       Q) Qual è l’aspetto che preferite rispetto al lavoro nel settore del vino?
A) Il mio momento preferito è la decisione vendemmiale.
·       Q) Qual è la qualità che preferite rispetto ai vini da voi prodotti?
A) La qualità non esiste in assoluto: ogni vino ha la sua qualità.
·       Q) Scegliete uno dei vini della vostra gamma e diteci quale sia l’abbinamento gastronomico preferito.
A) Un vino dovrebbe, in primis, esser salubre e accompagnare ‘quasi’ tutto il pasto; Eppure ci sono dei
‘solisti’ che sono più adatti a pochi abbinamenti.
Non esiste una preferenza assoluta perché vi sono altri fattori (umorali, emozionali, di stato fisico, temporale.) che influiscono anche in maniera forte.
·       Q) Pensate a un vino della Vostra gamma e paragonatelo a un musicista (cantante, gruppo o compositore)
A) Paragonare a musicista….  È possibile ma anche qui le emozioni possono diventare determinanti
·       Q) Qual è il vostro vino preferito (esclusi quelli della Vostra Azienda)
A) Non esiste una preferenza certa : esiste uno status che è dinamico e mutevole ..
·       Q) Qual è il Vostro stato d’animo attuale in relazione al mercato del vino?
A) Stato d’animo e mercato: una certa confusione è innata nel settore ; il vino non è quasi mai oggettivato astratto da altri valori (non è più un prodotto agricolo regolare)
·       Q) Qual è l’area vitivinicola dove vi piacerebbe lavorare, ad esclusione di quella attuale?
A) In una zona a medio bassa intensità colturale ed in situazione policolturale
·       Q) Qual è il momento che preferite nel lungo processo della produzione del vino (dalla messa a terra delle barbatelle fino all’uscita della bottiglia dal magazzino)
A) Ce ne sono tanti e tra questi il germogliamento ,la vendemmia e l’assaggio del vino appena svinato
·       Q) Qual è il vostro cibo/piatto preferito?
A) Non esiste un piatto preferito , esistono cibi non propriamente graditi.
·       Q) Se non lavoraste nel settore del Wine& Spirits, in quale altro vi piacerebbe lavorare?
A) Coltivare piante , qualsiasi pianta. Osservare le complessità che si instaurano e documentarle.
·       Q) Qual è il vostro “Motto” preferito?
A) Determinazione paziente.

RBA designAUTORE
RBA design
rba@rbadesign.it
Il Questionario Di Proust Wine&Spirits

Il questionario di Proust è una serie di domande volte a conoscere i gusti e leaspirazioni personali di chi vi risponde. Malgrado la denominazione possa indurre a pensare che sia stato creato da Marcel Proust , il grande scrittore francese si limitò a
fornire le proprie risposte. Non si tratta di un test psicologico , poiché non è corredato di interpretazioni di alcun genere; ha il solo scopo di conoscere meglio se stessi e gli altri. Alcuni programmi televisivi, in diversi Paesi, hanno fatto uso del questionario, rivolgendo le domande a personaggi celebri. È il caso del
francese Apostrophes condotto da Bernard Pivot o dello statunitense Inside the Actor’s Studio condotto da James Lipton. La rivista Vanity Fair , nell’edizione americana, riporta le risposte al questionario di diverse persone famose e nel 2009 ne ha lanciato una versione interattiva online.[5] Anche in Italia, non poche sono le
testate che ne fanno o ne hanno fatto uso; L’edizione italiana di Vanity fair, Io Donna , supplemento del Corriere della Sera , ne riportano una versione.
RBAdesign  si è voluta divertire ed ne ha creato una versione  dedicata al mondo del vino. La sottoporrà di volta in volta a professionisti, imprenditori, managers che lavorano nel mercato Wine&Spirits. Siamo curiosi di vedere cosa succederà. Rimanete in linea…..

Angelo FaravelliAUTORE
Angelo Faravelli
angelo.faravelli@rbagroup.it
Wine&Spirits

ll Gruppo Togni, nostro importante cliente. è un caso emblematico di successo nella differenziazione merceologica.
Seppur nel medesimo comparto del beverage, il Gruppo possiede aziende e marchi nelle acque minerali, nei vini e nelle birre.
Qua trovate un interessante approfondimento de ilsole24ore.

Angelo FaravelliAUTORE
Angelo Faravelli
angelo.faravelli@rbagroup.it
Wine&Spirits

Il mese scorso abbiamo trovato un interessante video di formazione del Content Marketing Institute che faceva risalire l’invenzione del content management al 1895, anno in cui la John Deere iniziò la pubblicazione di una newsletter per i suoi clienti : THE FURROW, IL SOLCO. (La newsletter è ancora oggi pubblicata, e raggiunge 1.500.000 di lettori, in 40 nazioni e in 12 lingue diverse).

E’ quindi quantomeno azzardato affermare che l’Inbound  Marketing, la disciplina di cui vorremmo parlarvi brevemente, possa essere annoverata tra gli strumenti di marketing innovativi per il nuovo secolo. L’Inbound Marketing ha nella gestione strategica del contenuto il suo focus, e il suo obiettivo è quello di “attrarre” i potenziali clienti/consumatori verso la nostra marca, anziché cercare di spingerceli.

La parola Inbound è di difficile se non impossibile traduzione. Possiamo azzardare un “andare verso”, ma certamente la descrizione non brilla per efficacia.
La spiegazione invece è molto semplice : parliamo principalmente di comunicazione digitale, che, con una gestione strategica del contenuto, diventa un potentissimo strumento per trovare  ed individuare potenziali clienti.

Cosa significa “gestione strategica del contenuto”? Significa definire degli OBIETTIVI per la nostra azione, e redigere una strategia del contenuto che ci permetta di scrivere sempre e con continuità qualcosa di rilevante per i prospect, per i potenziali acquirenti, ed interessante per i motori di ricerca.

Paradossalmente quindi quando noi creiamo il contenuto dobbiamo pensare a due pubblici differenti:
Il cliente consumatore, che cerca notizie, che vuole essere aiutato nelle scelte, che vuole essere affascinato dai racconti, coinvolto in una narrazione.
Il cliente motore di ricerca, che ragiona in termini di algoritmi, fondamentali da conoscere per adeguare il nostro linguaggio. Questo adeguamento è possibile perché gli algortimi che fanno funzionare Google (giusto per citare l’incontrastato leader) non sono altro che il tentativo del motore di simulare il comportamento umano. (se c’è qualche esperto di SEO, perdonate l’approssimazione, ma noi “marketers” quando si parla di informatica abbiamo precisi limiti J ).
Torniamo ora al cliente umano che poi, diciamocelo, è anche quello più simpatico. Vuole essere affascinato, dicevamo. Non è così un po’ per tutti noi in tutte le circostanze?  Se non rimanessimo affascinati non stringeremmo amicizie, non leggeremmo libri, non ci sposeremmo, e, (soprattutto per il tema che qua stiamo trattando) non compreremmo la maggior parte dei prodotti che stanno sulle nostre tavole, riempiono le nostra case, la nostra vita.

E cosa ci vuole per affascinare il consumatore? Ci vuole UNA STORIA, non  con la sola S maiuscola, ma proprio tutto MAIUSCOLA. Questo è il nostro contenuto : LA NOSTRA STORIA. La prossima volta vi parleremo di come, secondo noi, le marche debbano costruire storie per vincere la battaglia competitiva. E voi? Voi ce l’ avete UNA STORIA?

Angelo FaravelliAUTORE
Angelo Faravelli
angelo.faravelli@rbagroup.it
Wine&Spirits

Durante il Wine2Wine del dicembre 2014 , il forum sul vino organizzato da Vinitaly, mi sono accorto che qualcosa era cambiato nel mondo del Wine&Spirits italiano.
Tutti i seminari che approfondivano temi relativi alla comunicazione digitale erano “full booked” e nell’aria era palese una voglia di evolversi, di cambiare, di comunicare in maniera più adeguata ai tempi.
Ho iniziato ad utilizzare quindi Linkedin anche per contattare  proprietari, imprenditori e professionisti di quel mercato. Ebbene, il risultato è stato superiore alle aspettative.
In meno di 3 mesi, con un’attività continua ma non particolarmente time spending, ho avuto l’onore di ottenenere circa 300 connessioni nel mercato specifico. Tutti contatti di alto livello, perfettamente profilati, a cui  io spero di poter tornare utile, in temini di condivisione di conoscenze, informazioni, e, perché no, anche consulenza specifica.
Per me queste connessioni, tra cui sarete in tanti che  state leggendo questa newsletter di RBAdesign, valgono tanto oro quanto “contano” e lavorerò per tenerle  sempre connesse, offrendo contenuto interessante ed utile : opinioni, post, condivisioni etc etc.
Una cosa però non mi ha convinto. Non ho trovato gruppi di discussione specifici sui temi del marketing (on e off-line) in italiano. Secondo me ce ne sarebbe davvero bisogno. Sarà il mio primo proposito per la seconda parte del 2015.

Voi cosa ne pensate di Linkedin? Se non l’abbiamo ancora, posso chiedervi la connessione?

Questo è il mio profilo
Questa è la Company Page di RBAdesign

Angelo FaravelliAUTORE
Angelo Faravelli
angelo.faravelli@rbagroup.it
Wine&Spirits

“According to Chartbeat, over 92.000 articles are published every day on the Internet.”
Questa è la frase che tutti noi che scriviamo sul web dovremmo avere stampata davanti ogni volta che iniziamo un post. Probabilmente quei 92.000 articoli si ridurrebbero di parecchio.

Angelo FaravelliAUTORE
Angelo Faravelli
angelo.faravelli@rbagroup.it
Wine&Spirits

Nello scorso dicembre avevamo partecipato alla prima edizione di  wine2wine, il forum sul business del vino,  ricavandone un’ottima sensazione : i seminari erano tutti  “full-booked”,  a segnalare una consapevole necessità da parte degli attori del mercato del vino, di imparare cose nuove, di fare business in un modo nuovo.
Ci ha quindi fatto particolarmente piacere quando gli organizzatori ci hanno chiesto un’intervista sull’importanza di investire in immagine nel mondo del vino. Pensiamo di non aver detto cose banali.

Qua potete giudicare voi stessi.

Angelo FaravelliAUTORE
Angelo Faravelli
angelo.faravelli@rbagroup.it

AUGURI AIS !

Wine&Spirits

Domani l’AIS, l’Associazione Italiana Sommelier festeggia i suoi primi 50 anni.
Riteniamo doveroso farle i nostri auguri sia come appassionati del prodotto vino che come professionisti che lavorano nel mercato.
Senza l’AIS la cultura del vino in Italia sarebbe certamente meno diffusa.
Salute quindi, in alto i calici e ci vediamo tutti tra 50 anni: Facebook probabilmente non ci sarà più ma noi continueremo a brindare!

Angelo FaravelliAUTORE
Angelo Faravelli
angelo.faravelli@rbagroup.it