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Il Questionario Di Proust

Per la nona puntata del nostro “Questionario di Proust per il Mondo del Vino” oggi è la volta del discendente di una delle famiglie più importanti del mercato enologico italiano : Alessandro Lunelli di FERRARI F.lli Lunelli S.p.A. Leggete con noi le risposte, a volte sorprendenti, sempre interessanti.

Q-Question) Qual è la vostra definizione preferita di “vino”?

A-Answer) “Il vino è la poesia della terra” (Mario Soldati).

Q) Qual è l’elemento più importante in un’etichetta?

A)Il Marchio: la sintesi dei valori di una storia , di un’azienda, di una famiglia e del suo territorio.

Q) Qual è l’aspetto che preferite rispetto al lavoro nel settore del vino?

A) Tantissima gente ama il vino e a tantissima gente piace sentirne parlare. Proprio in questa facilità di comunicazione trovo il piacere di lavorare in questo mercato. Mi piace che il vino venga percepito come passione, emozione, arte.

Q) Qual è la qualità che preferite rispetto ai vini da voi prodotti?

A) L’eleganza.

Q) Scegliete uno dei vini della vostra gamma e diteci quale sia l’abbinamento gastronomico preferito.

A) La nostra Riserva Lunelli abbinata al riso mantecato con Trentingrana, mele e timo. Una creazione dello chef Alfio Ghezzi della nostra Locanda Margon. Un abbinamento completamente trentino.

Q) Pensate a un vino della Vostra gamma e paragonatelo a un musicista (cantante, gruppo o compositore).

A) Scelgo certamente il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, e lo affianco ad uno dei grandissimi compositori dell’immortale tradizione classica italiana : Giuseppe Verdi.

Q) Qual è il vostro vino preferito (esclusi quelli della Vostra Azienda)

A) Qua sono molto felice di nominare l’ES, di Gianfranco Fino. Un Primitivo di Manduria che racconta di un’enologia pugliese dalle grandi ambizioni. Mi piace citare anche la moglie Simona, che esprime nella sua persona tutte le caratteristiche positive del vino di cui parlavo in una precedente risposta : passione, emozione ed arte.

Q) Qual è il Vostro stato d’animo attuale in relazione al mercato del vino?

A) Mi sento ottimista, Il vino italiano sta cavalcando un’onda lunga che lo sta portando sempre più verso livelli qualitativi percepiti elevati. Non sto parlando delle eccellenze, quasi “scontate”, ma proprio del valore e della qualità media di un mercato in continua evoluzione positiva.

Q) Qual è l’area vitivinicola dove vi piacerebbe lavorare, ad esclusione di quella attuale?

A) Mi piacerebbe lavorare nella zona dell’Etna. Trovo che sia un territorio dalle enormi potenzialità non ancora completamente sfruttate.

Q) Qual è il momento che preferite nel lungo processo della produzione del vino (dalla messa a terra delle barbatelle fino all’uscita della bottiglia dal magazzino)

A) Ho un’idea molto precisa. Adoro il giorno prima dell’inizio della vendemmia. La soddisfazione del lavoro svolto durante l’anno, mista ad una piccola ansia perché il vino non è ancora in cantina e nel nostro mercato la natura può decidere di cambiare tutto in un breve spazio temporale.

Q) Qual è il vostro cibo/piatto preferito?

A) Pizza, tradizionale e gourmet.

Q) Se non lavoraste nel settore del Wine&Spirits, in quale altro vi piacerebbe lavorare?

A) Mi piacerebbe fare il General Manager nel settore sportivo.

Q) Qual è il vostro “Motto” preferito?

A) E’ per me importante citare due motti. Il primo appartiene alla storia della nostra azienda, è di Aristotele e recita : ”L’eccellenza non è un atto, ma un’abitudine”. Il secondo è invece il motto di noi che rappresentiamo la terza generazione della famiglia Lunelli, ed è quasi un monito : “Ciò che hai ereditato dai padri riconquistalo, se vuoi possederlo davvero” in questo caso l’autore è Wolfang Goethe.

Angelo FaravelliAUTORE
Angelo Faravelli
angelo.faravelli@rbagroup.it
Il Questionario Di Proust Wine&Spirits

Per l’ottava puntata del nostro “Questionario di Proust per il Mondo del Vino” ci siamo spostati in Oltrepò Pavese, a Rocca De’ Giorgi. Qua sorge l’azienda Anteo, produttrice di grandi spumanti e di vini pregiati.
Ettore Piero Cribellati si è sottoposto con la consueta arguzia all’elenco di domande. Qua sotto potete leggere l’interessante risultato.

Q-Question) Qual è la vostra definizione preferita di “vino”?
A-Answer) Il vino è l’ancestrale prodotto della fermentazione dell’uva che l’ingegno umano , la cultura
e la tecnologia hanno perfezionato nel tempo·

Q) Qual è l’elemento più importante in un’etichetta?
A) Riuscire ad esprimere sinteticamente un’idea di azienda ma ……..

Q) Qual è l’aspetto che preferite rispetto al lavoro nel settore del vino?
A) La preparazione all’uscita di un nuovo vino o di una nuova annata

Q) Qual è la qualità che preferite rispetto ai vini da voi prodotti?
A) Il legame col territorio, il ritrovare profumi e sentori della tua terra

Q) Scegliete uno dei vini della vostra gamma e diteci quale sia l’abbinamento gastronomico
preferito.
A) Il Metodo classico Nature Écru (100% di Pinot nero senza liqueur d’expedition a lungo sui
lieviti) abbinato ad una fiorentina di Angus (spumante bianco con carne alla griglia….ebbene sì)
Anteo Vino
Q) Pensate a un vino della Vostra gamma e paragonatelo a un musicista (cantante, gruppo o
compositore)
A) Anteo Cruasè brut con l’ouverture del Guglielmo Tell di Rossini

Q) Qual è il vostro vino preferito (esclusi quelli della Vostra Azienda)
A) Mi piace l’Amarone

Q) Qual è il Vostro stato d’animo attuale in relazione al mercato del vino?
A) Ci sono due mercati del vino : quello industriale e quello agricolo. Temo che il primo stia
mettendo in grave crisi il secondo perlomeno da noi in Oltrepo’..

Q) Qual è l’area vitivinicola dove vi piacerebbe lavorare, ad esclusione di quella attuale?
A) Borgogna

Q) Qual è il momento che preferite nel lungo processo della produzione del vino (dalla messa
a terra delle barbatelle fino all’uscita della bottiglia dal magazzino)
A) Non saprei ma amo più la cantina della campagna

Q) Qual è il vostro cibo/piatto preferito?
A) Mi piacciono molto il baccalà in umido e le acciughe salate

Q) Se non lavoraste nel settore del Wine& Spirits, in quale altro vi piacerebbe lavorare?
A) Giornalista, scrittore

Q) Qual è il vostro “Motto” preferito?
A) Anche l’ora più brutta dura solo sessanta minuti

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Angelo FaravelliAUTORE
Angelo Faravelli
angelo.faravelli@rbagroup.it
Il Questionario Di Proust Wine&Spirits

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Il dopo-Vinitaly ci porta una bella sorpresa.Piero Valdiserra Direttore Marketing e Relazioni Esterne Fratelli  Rinaldi Importatori spa, si sottopone al “fuoco di fila” del nostro QUESTIONARIO DI PROUST PER IL MONDO DEL VINO. Siamo arrivati alla sesta puntata. Buona lettura.

Q. Qual è la vostra definizione preferita di “vino” ?

A. Adotterei la frase che il Faraone Ramsete II aveva fatto porre sulla sua biblioteca, cioè “medicina dell’anima” (in greco “psychés iatréion”, da Diodoro Siculo, “Storia del Mondo”).

 Q. Qual è l’elemento più importante in etichetta?

A.Non c’è un solo elemento, ma un insieme, una forma (gestalt), che comprende dimensione, articolazione degli spazi, colori, grafica, elementi materiali (carta), elementi verbali. L’etichetta è un potente insieme analogico ed evocativo, e non può essere scissa nei suoi componenti se non artificialmente (e inutilmente, secondo me).

Q. Qual è l’aspetto che preferite rispetto al lavoro nel settore del vino?

A. Il fatto che il vino è un formidabile vettore di relazioni fra le persone.

Q. Qual è la qualità che preferite rispetto ai vini da voi prodotti (distribuiti)?

A. L’eleganza.

 Q.Scegliete uno dei vini della vostra gamma e diteci quale sia l’abbinamento gastronomico preferito.

A. Chianti Classico Vigna La Prima Gran Selezione DOCG Castello Vicchiomaggio: con una tagliata di manzo al rosmarino.

 Q. Pensate a un vino della vostra gamma e paragonatelo a un musicista (cantante, gruppo, compositore).

A. Verdicchio di Matelica DOCG Riserva Cambrugiano: Gioacchino Rossini.

 Q. Qual è il vostro vino preferito (esclusi quelli della vostra azienda)?

A. Baron de L., Pouilly Fumé (Sauvignon francese della Loira).

 Q. Qual è il vostro stato d’animo attuale in relazione al mercato del vino?

Ottimo e abbondante (come un tempo si diceva del rancio)!

Q. Qual è l’area vitivinicola dove vi piacerebbe lavorare, a esclusione di quella attuale?

A. Il Chianti Classico.

Q. Qual è il momento che preferite nel lungo processo di produzione del vino (dalla messa a terra delle barbatelle fino all’uscita della bottiglia dal magazzino)?

A. L’uscita della bottiglia dal magazzino. Anzi, ancora meglio, il momento in cui la bottiglia viene stappata.

 Q. Qual è il vostro cibo/piatto preferito?

A. Tortellini in brodo.

 Q. Se non lavoraste nel settore Wine&Spirits, in quale altro vi piacerebbe lavorare?

A. L’editoria.

 Q. Qual è il vostro “motto” preferito?

A. “Il vino va bevuto” (copyright: Arrigo Cuttin). Nel senso: non va fatto oggetto di dibattiti, punteggi, polemiche, campanilismi ecc., né va collezionato. Va proprio bevuto.

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Angelo FaravelliAUTORE
Angelo Faravelli
angelo.faravelli@rbagroup.it