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Vendita vino online: un’opportunità da cogliere.

Digital Wine&Spirits

L’annata 2015 si è rivelata straordinaria per la produzione vinicola in Italia, al punto che siamo balzati in testa alla produzione mondiale superando competitor agguerriti come la Francia e la Spagna: oggi, secondo le stime della Commissione Europea, il 28% del vino sulle tavole europee è di provenienza italiana.

Un bel risultato insomma, che si deve alle condizioni climatiche particolarmente favorevoli di questa estate. Ma qui non si parla solo di quantità: oltre il 45% della produzione sarà infatti destinata ai vini Doc e Docg e il 30% a vini IGT.

L’Italia si conferma quindi come un Paese capace di produrre vino di ottima qualità e di farsi apprezzare sul mercato globale.

Nel 2014 siamo stati il secondo esportatore di vino mondiale dopo la Spagna, ma quest’anno le cose potrebbero cambiare a nostro favore.

Basti pensare che nei primi mesi del 2015 il valore delle esportazioni è cresciuto del 6%, un altro risultato positivo che dovrebbe confermarsi in virtù dell’ottima vendemmia che si è appena conclusa.

Ma potremmo fare ancora meglio.Sebbene questo scenario appaia denso di opportunità, infatti, c’è comunque un tasto dolente: la vendita tramite i canali digitali.

Sempre più persone comprano attraverso il web e acquistare generi alimentari o bevande non è più un tabù.

Ma le aziende vinicole italiane non sembrano pronte a cogliere la grande occasione rappresentata dal digitale.

Dati di Euromonitor restituiscono l’arretratezza italiana su questo fronte: appena lo 0,2% del vino viene venduto online nel nostro Paese, contro il 4,6% della Francia dove questa modalità di vendita generato un giro d’affari di 850 milioni di euro.

Nel nostro Paese esistono dei player che si stanno affacciando per cogliere questa opportunità: piattaforme di flash sales (come Svinando e Tannico), cataloghi online (come Stradine e Vino75) e social commerce (come Vinix).

E’ anche possibile utilizzare altri marketplace più tradizionali, come eBay e Amazon.

Ma forse quello che non viene davvero percepito dai produttori è l’aspetto strategico della vendita online.

Torniamo un attimo alle esportazioni: se le nostre aziende vinicole riuscissero ad acquisire dimestichezza con i canali digitali, avrebbero un’opportunità in più per vendere all’estero, cogliendo la domanda di mercati più maturi sotto questo fronte.

Basti pensare alla Cina, dove oggi già il 27% degli acquisti di vino avviene online.

Perché non viene fatto? Forse manca la giusta cultura aziendale, forse si preferiscono reti di distribuzione più consolidate come la GDO.

Eppure i numeri parlano a chi li sa ascoltare. E ci raccontano di uno scenario dove un’annata straordinaria come questa potrebbe diventare il banco di prova ideale per testare le potenzialità dell’ecommerce e dare nuova linfa al mercato nazionale ed estero.

Doris Zaccaria (Content strategist)

Angelo FaravelliAUTORE
Angelo Faravelli
angelo.faravelli@rbagroup.it